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Eurofilattico (07.02.2017, 16:50)
Eterno dibattito sulle certezze giuridiche dei docuenti informatici.

Mi dicono che le date di computer e macchine fotografiche sono sempre e
solo quelle che impostiamo noi. Ok per la machina fotografica, ma il
computer collegato in internet non ha qualche sistema di verifica della
data?

Come autenticare foto e documenti che non siano email?

Passando poi alle email, continuo a scontrarmi con gente che sostiene
che anche le email di caselle commerciali gratuite hanno valore legale e
quindi le usano spesso al posto della PEC. E' vero? In che misura?
Giulia (08.02.2017, 14:05)
Eurofilattico wrote:
> Eterno dibattito sulle certezze giuridiche dei docuenti informatici.
> Mi dicono che le date di computer e macchine fotografiche sono sempre e solo quelle che impostiamo noi. Ok per la machina
> fotografica, ma il computer collegato in internet non ha qualche sistema di verifica della data?
> Come autenticare foto e documenti che non siano email?
> Passando poi alle email, continuo a scontrarmi con gente che sostiene che anche le email di caselle commerciali gratuite hanno
> valore legale e quindi le usano spesso al posto della PEC. E' vero? In che misura? Cerca "Marca Temporale".


La puoi "Apporre" a qualsiasi documento informatico(file) , e ne certifica l'esistenza alla data di apposizione(e
l'immodificabilita dopo l'apposizione).

Giulia
Gabriele - onenet (08.02.2017, 14:31)
Eurofilattico wrote on 07/02/17 15:50:
> Eterno dibattito sulle certezze giuridiche dei docuenti informatici.
> Mi dicono che le date di computer e macchine fotografiche sono sempre e solo
> quelle che impostiamo noi. Ok per la machina fotografica, ma il computer
> collegato in internet non ha qualche sistema di verifica della data?


I dati dentro le foto (EXIF) si possono modificare. Segui il consiglio di Giulia
se ti serve una certezza.

> Come autenticare foto e documenti che non siano email?
> Passando poi alle email, continuo a scontrarmi con gente che sostiene che anche
> le email di caselle commerciali gratuite hanno valore legale e quindi le usano
> spesso al posto della PEC. E' vero? In che misura?


È vero, finché la controparte non le contesta con delle prove.
Solo che non puoi dimostrare (non sempre almeno) l'avvenuta consegna (oddio, se
sei il gestore del server di posta anche sì).
Anche di recente ci sono state sentenze che avvalorano la validità delle caselle
email "standard" in fase contrattuale.

Gabriele
Piergiorgio Sartor (08.02.2017, 19:38)
On 2017-02-08 13:05, Giulia wrote:
[...]
> La puoi "Apporre" a qualsiasi documento informatico(file) , e ne
> certifica l'esistenza alla data di apposizione(e l'immodificabilita dopo
> l'apposizione).


Appunto, "alla data di apposizione", non alla data
di creazione.

Detto altrimenti, posso aver fatto una foto 2 anni
fa e farla certificare come oggi.

Non risolve il problema completamente, solo una parte.

bye,
Giulia (10.02.2017, 17:20)
> Appunto, "alla data di apposizione", non alla data
> di creazione.


Come detto.
> Detto altrimenti, posso aver fatto una foto 2 anni
> fa e farla certificare come oggi.


Anche il notaio non potrebbe fare valutazioni diverse.
> Non risolve il problema completamente, solo una parte.


Diciamo che lo risolve il 95% delle volte,
il fatto che un qualcosa non esistesse prima di una certa data e' difficile da dimostrare anche con strumenti "analogici".

Giulia
Piergiorgio Sartor (10.02.2017, 19:38)
On 2017-02-10 16:20, Giulia wrote:
[...]
> Anche il notaio non potrebbe fare valutazioni diverse.


Non ho scritto il contrario...
Di fatto quello e` un notaio elettronico, dove
il "sigillo" e` crittografico.

>> Non risolve il problema completamente, solo una parte.

> Diciamo che lo risolve il 95% delle volte,


Diciamo il 50%, dipende da chi da e da riceve.
Se la foto e` per me, non c'e` problema.
Se la devo dare ad altri, per me non c'e` problema,
ma forse per gli altri si.
Se la ricevo, c'e` un problema.

> il fatto che un qualcosa non esistesse prima di una certa data e'
> difficile da dimostrare anche con strumenti "analogici".


Dipende da come e` generato, ovviamente.
E dipende da cosa e`.

In sostanza, mi chiedevo anche io se esistesse
un metodo "valido" per risolvere questo problema.

bye,
ilChierico (11.02.2017, 20:52)
On 08/02/2017 13:31, Gabriele - onenet wrote:

> È vero, finché la controparte non le contesta con delle prove.
> Solo che non puoi dimostrare (non sempre almeno) l'avvenuta consegna
> (oddio, se sei il gestore del server di posta anche sì).
> Anche di recente ci sono state sentenze che avvalorano la validità delle
> caselle email "standard" in fase contrattuale.


Interessantissimo.

Ti ringrazio molto.
Eurofilattico (15.02.2017, 17:47)
Grazie per la risposta.
Nedo (14.05.2017, 17:07)
Il 10/02/2017 18:38, Piergiorgio Sartor ha scritto:

> Diciamo il 50%, dipende da chi da e da riceve.
> Se la foto e` per me, non c'e` problema.
> Se la devo dare ad altri, per me non c'e` problema,
> ma forse per gli altri si.
> Se la ricevo, c'e` un problema.
> Dipende da come e` generato, ovviamente.
> E dipende da cosa e`.
> In sostanza, mi chiedevo anche io se esistesse
> un metodo "valido" per risolvere questo problema.


sì:
Piergiorgio Sartor (14.05.2017, 17:46)
On 2017-05-14 16:07, Nedo wrote:
[...]
> sì:
>


Gia`, ma quella volta Photoshop non esisteva...

bye,
Nedo (18.05.2017, 23:36)
Il 14/05/2017 16:46, Piergiorgio Sartor ha scritto:
> On 2017-05-14 16:07, Nedo wrote:
> [...]
>> sì:
>>

> Gia`, ma quella volta Photoshop non esisteva...


si potrebbe fare un filmato in costate movimento con la telecamera /
cinepresa che si muove in maniera "nervosa" da varie angolazioni con
dietro un tabellone di una stazione ferroviaria.

Certo, esistono adobe premiere e after effect ma falsificare alla
perfezione un falso sfondo in movimento agitato con varie angolazioni
che sia coerente col soggetto in primo piano è un lavoro lungo e
difficile che forse non vale la pena, anche come costi, con il risultato
che la falsificazione vuole raggiungere.

Se poi il filmato è fatto su pellicola, ancora meglio. Ovviamente i
filmati possono essere digitalizzati e ristampati su pellicola ma:
1) probabilmente una perizia esperta riconosce la digitalizzazione e
ristampa su pellicola
2) è una procedura che richiede tempo e soldi, e si torna al "non vale
la pena"

Ancora meglio se vai in un quartiere di nuova costruzione a girare il
video e ci cammini dentro mentre fai quello che devi fare (mostrare che
un ostaggio è vivo, ecc)
Mi dirai che esiste il tricaster virtual set, studi virtuali 3d... (tipo
Piero Angela che cammina in un templio romano) certo, ma il risultato è
visibilmente artefatto (probabilmente con costi e ore di lavoro
hollywoodiane si riesce a raggiungere un risultato non distinguibile dal
vero, ma ancora, il costo vale la candela?)
Piergiorgio Sartor (18.05.2017, 23:51)
On 2017-05-18 22:36, Nedo wrote:
> Il 14/05/2017 16:46, Piergiorgio Sartor ha scritto:
> si potrebbe fare un filmato in costate movimento con la telecamera /


Certo, peccato che qui si chieda come
autenticare *foto*, non filmati.

bye,
Nedo (24.05.2017, 13:29)
Il 18/05/2017 22:51, Piergiorgio Sartor ha scritto:
> On 2017-05-18 22:36, Nedo wrote:
> Certo, peccato che qui si chieda come
> autenticare *foto*, non filmati.


Allora dovrebbero inventare la LEGALCAMERA: una telecamera blindata
dotata di numero di serie univoco il cui possessore è registrato in
pubblici registri, costruita in modo che se tenti di aprirla si rompe,
dotata di connessione wifi o 3g, che imprime una marca temporale sul
file della foto nel momento in cui viene scattata o al massimo nei 3
minuti successivi se non c'e' connessione, dopodiche' firma digitalmente
la foto con una chiave privata che ha al suo interno. In caso di dubbio
il Giudice (o CTU / CTP) puo' richiedere di vedere la legalcamera con
quel numero di serie che non sia stata aperta o manomessa. Tecnicamente
la tecnologia per poterlo fare c'è.
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