faretesto > diritto.* > diritto.condominio

Drago (11.08.2017, 08:52)
Come da oggetto, vorrei sapere qual'era il titolo di studio allora
richiesto per svolgere l'attivita' di amministratore. Grazie
Cordy (11.08.2017, 09:16)
Il 11/08/2017 08:52, Drago ha scritto:
> Come da oggetto, vorrei sapere qual'era il titolo di studio allora
> richiesto per svolgere l'attivita' di amministratore. Grazie


Nessuno in particolare. Per gli amministratori "del proprio condominio",
cioè del condominio in cui abitano (si presume...), è ancora così.
Drago (11.08.2017, 13:03)
Il 11/08/2017 09:16, Cordy ha scritto:
> Il 11/08/2017 08:52, Drago ha scritto:
>> Come da oggetto, vorrei sapere qual'era il titolo di studio allora
>> richiesto per svolgere l'attivita' di amministratore. Grazie

> Nessuno in particolare. Per gli amministratori "del proprio condominio",
> cioè del condominio in cui abitano (si presume...), è ancora così.


quindi per frequentare un corso di formazione iniziale, prima del 18
giugno 2013, non era necessario alcun titolo di studio?
Cioe' non veniva richiesta alcuna licenza (elementare, media)?
Acci...
Cordy (11.08.2017, 14:20)
Il 11/08/2017 13:03, Drago ha scritto:
> Il 11/08/2017 09:16, Cordy ha scritto:
> quindi per frequentare un corso di formazione iniziale, prima del 18
> giugno 2013, non era necessario alcun titolo di studio?
> Cioe' non veniva richiesta alcuna licenza (elementare, media)?
> Acci...


Allora: prima della riforma non occorreva fare nessun corso.
Né alcun tipo di titolo di studi, per fare l'amministratore.

Mi sembra evidente che chi fa un corso di quel tipo, si presume che
sappia almeno leggere (e capire che cosa c'è scritto...), scrivere in un
almeno decente italiano e saper "fare di conto". Cioè le 4 operazioni e
poco più.
Il resto, veniva spiegato.

La riforma ha introdotto alcuni requisiti minimi. Ti riporto il testo
della disp. att. c.c. 71 bis, introdotta con la riforma. Magari c'è
qualcosa d'altro che fa al caso tuo...?

Possono svolgere l?incarico di amministratore di condominio coloro:
a) che hanno il godimento dei diritti civili;
b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica
amministrazione, l?amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il
patrimonio e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge
commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni
e, nel massimo, a cinque anni;
c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute
definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;
d) che non sono interdetti o inabilitati;
e) il cui nome non risulta annotato nell?elenco dei protesti cambiari;
f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono
attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.
I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono
necessari qualora l?amministratore sia nominato tra i condomini dello
stabile.
Possono svolgere l?incarico di amministratore di condominio anche
società di cui al titolo V del libro V del codice. In tal caso, i
requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili,
dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni
di amministrazione dei condomini a favore dei quali la società presta i
servizi.
La perdita dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del
primo comma comporta la cessazione dall?incarico. In tale evenienza
ciascun condomino può convocare senza formalità l?assemblea per la
nomina del nuovo amministratore.
A quanti hanno svolto attività di amministrazione di condominio per
almeno un anno nell?arco dei tre anni precedenti alla data di entrata in
vigore della presente disposizione, è consentito lo svolgimento
dell?attività di amministratore anche in mancanza dei requisiti di cui
alle lettere f) e g) del primo comma. Resta salvo l?obbligo di
formazione periodica.
Drago (11.08.2017, 16:01)
Il 11/08/2017 14:20, Cordy ha scritto:
> Il 11/08/2017 13:03, Drago ha scritto:
> Allora: prima della riforma non occorreva fare nessun corso.
> Né alcun tipo di titolo di studi, per fare l'amministratore.

............
OK, grazie Cordy
Roberto Deboni DMIsr (12.08.2017, 18:42)
On 11/08/17 14:20, Cordy wrote:

....snip...

> La riforma ha introdotto alcuni requisiti minimi. Ti riporto il testo
> della disp. att. c.c. 71 bis, introdotta con la riforma. Magari c'è
> qualcosa d'altro che fa al caso tuo...?
> Possono svolgere l?incarico di amministratore di condominio coloro:


> a) che hanno il godimento dei diritti civili;
> b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica
> amministrazione, l?amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il
> patrimonio e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge
> commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni
> e, nel massimo, a cinque anni;
> c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute
> definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;
> d) che non sono interdetti o inabilitati;
> e) il cui nome non risulta annotato nell?elenco dei protesti cambiari;


Sia chiaro, questi 5 punti sono importanti, alla luce della
storia passata del settore.

> f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo
> grado;


Vista l'importanza di cio' che gestiscono (il valore), direi che e'
apprezzabile.

> g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono
> attività di formazione periodica in materia di amministrazione
> condominiale.


Su questo (nel senso di "obbligo") non sono d'accordo.
Ad esempio, un geometra, su 72 ore di corso, probabilmente
potrebbe dare lezioni al "docente" per 70 ore di contenuti.
Perche' dovrebbe sorbirsi una "infarinatura" di cio' che ha
studiato bene ?

Preciso che trovo assurda la formazione periodica anche per
noi ingegneri, che subisco mio malgrado. L'unica e' piazzarsi
sul l'altro lato del tavolo (docente) che i punti si fanno lo
stesso, ma almeno si guadagna qualcosina.

> I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono
> necessari qualora l?amministratore sia nominato tra i condomini
> dello stabile.


Sul fatto che il requisito f) non valga per un proprietario, ho
delle riserve, anche se sono indeciso. Qualcuno ha argomenti contro
ed a favore ?

Sul requisito di cui al punto g) invece sono ovviamente contrario.

La questione non e' nella utilita' o meno di questi corsi.
Se fatti bene, sono sicuro che un corso su come si amministra
il condominio e' sicuramente utile, anche e di piu' al proprietario
che amministra il suo condominio (perche' di esperienza ne ha
poca, gestendo uno solo due condominii).

La questione e' che, a causa del livello generalista (ovvero
che in ogni caso per questioni grave, come un edificio in
pericolo di crollo, serve uno specialista apposito) del tipo
di attivita' (ed osservo, ad esempio, che nonostante molti
siano "ragionieri", si fanno fare ugualmente la dichiarazione
fiscale e le ritenute d'acconto da un fiscalista di mestiere)
non c'e' alcuna necessita' impellente che l'amministratore sia
un "esperto". Invece:

a) deve essere la sensibilita' individuale a spingere ad
apprendere cio' di cui si e' carenti

b) e' compito del "mercato" selezionare tra chi e' capace e
chi e' un deficiente. Dopotutto non c'e' disastro (se non
entriamo nella malevolenza a livello penale) che un
amministratore inetto faccia in un anno, che un professionista
serio non possa risolvere in pochi mesi. Quindi l'assemblea
ha tutto il tempo per verificare la "competenza" del suo
mandatario, prima anche di pagarlo.

Aggiungo, che un laureato ha imparato a livello di corso di
studi come si fa ad "auto-apprendere" in modo efficace una
materia (altrimenti, almeno nel settentrione, non sarebbe
riuscito a lauerarsi - ed ecco perche' trovo che la formazione
continua e' anche un "insulto" verso una reputazione di diligenza
degli ingegneri) e del resto spesso ha gia' una infarinatura
di buona parte delle materia che riguardano il condominio.
(architetto, avvocato, commercialista, ingegnere che sia)

E poi abbiamo una figura, il geometra, che praticamente
sa *tutto* che e' richiesto per amministrare un condominio
a livello professionale (mi si dica altrimenti, quale
materia gli manca ?).

Ebbene, perche' queste figure dovrebbero fare il "corso" ?

Tra noi ingegneri viene esternata la convinzione che la
formazione continua e' stata "inventata" ad hoc da
"commercialist" ed altri figure simili, legati alla politica
e che oggi gestiscono questi corsi di formazione continua
a pagamento su scala industriale (anche per gli ingegneri,
tanto un povero giovane disperato lo trovano sempre).
Insomma, e' come per la faccenda della accoglienza
dei migranti: un "business" ed il consumatore paga.
(chi credete che alla fine paga le ore perse dai professionisti
e le spese per corsi di 800 euro o poco meno ?)

....snip...

> A quanti hanno svolto attività di amministrazione di condominio
> per almeno un anno nell?arco dei tre anni precedenti alla data di
> entrata in vigore della presente disposizione, è consentito lo
> svolgimento dell?attività di amministratore anche in mancanza dei
> requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma.
> Resta salvo l?obbligo di formazione periodica.


C'e' da qualche parte scritto cosa succede che non rispetta
l'obbligo della formazione continua ?

Nel caso dei professionisti c'e' un procedimento apposito
con l'espulsione dall'albo.

Nei vari DM c'e' descritto cosa fare e chi fara' cosa con
riguardo ai tanti amministratori (che a ragione) se ne
fregano della formazione continua (peraltro basta pagare,
mi dicono, anche senza frequentare, per avere la ricevuta
annuale di ottemperanza da qualche "scuola" mercenaria).
Robertino (13.08.2017, 08:50)
Roberto Deboni DMIsr <news> ha scritto:

> > g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono
> > attività di formazione periodica in materia di amministrazione
> > condominiale.

> Su questo (nel senso di "obbligo") non sono d'accordo.


Anche io: basterebbe inibire dalla professione chi da seguito a delibere
assembleari che venissero assunte contrarie alla legge o non esegue puntualmente
delibere lecite.
Robertino (13.08.2017, 09:04)
Roberto Deboni DMIsr <news> ha scritto:

> Preciso che trovo assurda la formazione periodica anche per
> noi ingegneri, che subisco mio malgrado. L'unica e' piazzarsi
> sul l'altro lato del tavolo (docente) che i punti si fanno lo
> stesso, ma almeno si guadagna qualcosina.


Sottoscrivo in pieno anche per noi medici.
E' notorio che coloro che fanno i corsi a pagamento si scambiano il favore di
segnarsi le reciproche presenze senza perdere tempo.
In alternativa, si paga il costo del corso all'amico che lo esegue.
Addirittura per i medici di medicina generale: il tirocinante che va a fare
pratica presso un medico di famiglia fa punteggio utile per essere ammesso
all'esame di stato, come pure il medico che gli lascia frequentare il suo
studio. Risultato: ho avuto un'apprendista che ha formalmente atteso il
tirocinio obbligatorio senza mai esservi andata a presenziare una sola volta
(l'orario di ambulatorio del medico di famiglia cui era stata assegnata era del
tutto sovrapponibile a quello dell'orario di lavoro dell'apprendisa presso il
mio studio), ma quando mai il medico di medicina generale avrebbe segnalato la
mancata frequentazione del proprio ambulatorio, quando tale presenza
condizionava anche i propri crediti ECM?
A tutti i corsi dove ho formalmente partecipato, inoltre, il test finale è fatto
in gruppo, il più delle volte dietro suggerimento dello stesso docente: se i
discenti non superassero il test finale, quando mai il docente potrebbe
sbolognare lo stesso corso a pagamento ad altri?
Sono solo un business per i soliti noti, ammanettati con l'univesità o con le
associazioni professionali che promuovono (ed autorizzano) solo i relatori del
proprio giro. Basti pensare che i corsi fatti all'estero, presso istituzioni e
con relatori stranieri, fossero pure presso le università di Harvard, di
Cambridge o di Oxford, NON rientrano tra gli eventi accreditati ECM (perchè
deveono incassare i soliti relatori con le mani in pasta dappertutto).
L'aggiornamento vero lo fa chi lo vuol fare, quando e come lo decide, potendosi
scegliere (e pagare) i corsi validi veramente.