faretesto > diritto.* > diritto.internet

Giovine (15.03.2012, 18:28)
Ero rimasto che chiunque fornisse connettivita' a terzi, avesse
l'obbligo di identificare chi beneficiava di questa connettivita'.
Ultimamente invece vedo che diversi locali pubblici senza alcun tipo
di preventiva identificazione lasciano comodamente aperta la
connessione internet in WiFi per i clienti.
E' lecito tutto cio'!?!??!
Crononauta (16.03.2012, 00:58)
On 15/03/12 17:28, Giovine wrote:
> Ero rimasto che chiunque fornisse connettivita' a terzi, avesse
> l'obbligo di identificare chi beneficiava di questa connettivita'.
> Ultimamente invece vedo che diversi locali pubblici senza alcun tipo
> di preventiva identificazione lasciano comodamente aperta la
> connessione internet in WiFi per i clienti.
> E' lecito tutto cio'!?!??!


Pare che il decreto Pisanu che imponeva tale obbligo sia infine
decaduto, sia pure tra varie resistenze durate un anno:
Daniele Pinna (Ufficio) (16.03.2012, 10:23)
Il 15/03/2012 23.58, Crononauta ha scritto:
> On 15/03/12 17:28, Giovine wrote:
> Pare che il decreto Pisanu che imponeva tale obbligo sia infine
> decaduto, sia pure tra varie resistenze durate un anno:
>


E quindi se un locale pubblico vuole lasciare il WiFi aperto o
disponibile ai clienti lo può fare senza (apparenti) problemi.

Che succede però se uno degli "utenti" di questo WiFi commette un reato?
Ne risponde il gestore del locale pubblico?
Oppure non ne risponde nessuno?

HIMO Il decreto Pisanu andava migliorato, non abolito.
Francesco Potortì (16.03.2012, 11:35)
Crononauta <massimo.bacilieri>:
>On 15/03/12 17:28, Giovine wrote:
>Pare che il decreto Pisanu che imponeva tale obbligo sia infine
>decaduto, sia pure tra varie resistenze durate un anno:
>


Da inizio anno. Qui il blog di Daniele Minotti:
<http://www.minotti.net/?s=decreto+pisanu&x=0&y=0>
Francesco Potortì (16.03.2012, 11:36)
"Daniele Pinna (Ufficio)" <daniele>:
>Il 15/03/2012 23.58, Crononauta ha scritto:
>E quindi se un locale pubblico vuole lasciare il WiFi aperto o
>disponibile ai clienti lo può fare senza (apparenti) problemi.
>Che succede però se uno degli "utenti" di questo WiFi commette un reato?
>Ne risponde il gestore del locale pubblico?
>Oppure non ne risponde nessuno?


Ne risponderà chi ha commesso il reato, immagino. Sbaglio?
Daniele Pinna (Ufficio) (16.03.2012, 11:42)
Il 16/03/2012 10.36, Francesco Potortì ha scritto:

>> Che succede però se uno degli "utenti" di questo WiFi commette un reato?
>> Ne risponde il gestore del locale pubblico?
>> Oppure non ne risponde nessuno?

> Ne risponderà chi ha commesso il reato, immagino. Sbaglio?


Si ma se NON sai chi ha commesso il reato perché tutti si collegano
senza dover più comunicare le proprie generalità?

Prima occorreva fare la copia di un documento segnare data e ora di
inizio e di fine della connessione etc.

E' vero che era una cosa complicata, ma HIMO andava migliorata e non
abolita del tutto.

Ad esempio poteva essere collegata alla Carta di Identità Elettronica
(che purtroppo non ha prese piede in Italia e di fatto non viene quasi
mai sfruttata)...

Per chi NON ha una CIE si poteva usare una registrazione con copia dei
dati etc e/o fargli fare una tessera al volo per le connessioni da usare
per le prossime volte in qualunque altro WiFi Pubblico.
Francesco Potortì (16.03.2012, 12:42)
"Daniele Pinna (Ufficio)" <daniele>:
>Il 16/03/2012 10.36, Francesco Potortì ha scritto:
>Si ma se NON sai chi ha commesso il reato perché tutti si collegano
>senza dover più comunicare le proprie generalità?


Si faranno delle indagini, come per tutti i reati, no? Fare indagini
sul comportamento di qualuno su Internet è in generale molto più facile
che fare indagini nella vita reale. Si lascia una quantità di tracce
enorme dovunque si vada.

>Ad esempio poteva essere collegata alla Carta di Identità Elettronica
>(che purtroppo non ha prese piede in Italia e di fatto non viene quasi
>mai sfruttata)...


Forse neanche in Cina...
Daniele Orlandi (16.03.2012, 13:10)
Francesco Potortì wrote:
> Si faranno delle indagini, come per tutti i reati, no? Fare indagini
> sul comportamento di qualuno su Internet è in generale molto più facile
> che fare indagini nella vita reale. Si lascia una quantità di tracce
> enorme dovunque si vada.


Beh, ma una WiFi aperta, anonima con NAT è un anonimizzatore perfetto.

Non c'è neanche bisogno di essere un *cliente* del bar.

Quando arriva la richiesta della Polpost su chi era collegato il giorno x
alle ore y tu rispondi: "Non lo so" e poi voglio vedere cosa succede.
Daniele Pinna (Ufficio) (16.03.2012, 13:22)
Il 16/03/2012 11.42, Francesco Potortì ha scritto:

>> Si ma se NON sai chi ha commesso il reato perché tutti si collegano
>> senza dover più comunicare le proprie generalità?

> Si faranno delle indagini, come per tutti i reati, no? Fare indagini
> sul comportamento di qualuno su Internet è in generale molto più facile
> che fare indagini nella vita reale. Si lascia una quantità di tracce
> enorme dovunque si vada.


Certo, se il reato è compiuto da "Pinco Pallino" in casa sua e con la
sua ADSL... o cmq riconducibile a lui.

In una WiFi aperta come fai a sapere CHI ha usato la connessione in quel
giorno e in quelle ore, se chiunque può accedere senza controllo?
Francesco Potortì (16.03.2012, 13:33)
Daniele Orlandi <daniele>:
>Francesco Potortì wrote:
>> Si faranno delle indagini, come per tutti i reati, no? Fare indagini
>> sul comportamento di qualuno su Internet è in generale molto più facile
>> che fare indagini nella vita reale. Si lascia una quantità di tracce
>> enorme dovunque si vada.

>Beh, ma una WiFi aperta, anonima con NAT è un anonimizzatore perfetto.


Ti anonimizza l'IP. Tutto il resto è sempre lì.

>Non c'è neanche bisogno di essere un *cliente* del bar.
>Quando arriva la richiesta della Polpost su chi era collegato il giorno x
>alle ore y tu rispondi: "Non lo so" e poi voglio vedere cosa succede.


Quello che succede nel resto del mondo: partono le indagini. Non mi
pare che l'Italia fosse finora nota per l'eccellente sicurezza delle sue
reti grazie al decreto Pisanu.
Daniele Pinna (Ufficio) (16.03.2012, 13:34)
Il 16/03/2012 12.10, Daniele Orlandi ha scritto:
> Francesco Potortì wrote:
> Beh, ma una WiFi aperta, anonima con NAT è un anonimizzatore perfetto.
> Non c'è neanche bisogno di essere un *cliente* del bar.
> Quando arriva la richiesta della Polpost su chi era collegato il giorno x
> alle ore y tu rispondi: "Non lo so" e poi voglio vedere cosa succede.


Due soluzioni:

a) le indagini si fermano li
b) indagano sul proprietario/gestore del bar che verrà indagato delle
peggior cose per non essendo minimamente collegato.

So che qualcuno la tirerà fuori, quindi lo faccio prima io:
le WiFi private aperte.

Ovviamente non è sicuro lasciarle aperte e chi lo fa è spesso
inconsapevole di tutti i problemi che possono derivarne.

Nella mia città alcuni anni fa una Dottoressa è stata indagata per
Porno-pedofilia... perché risultavano continui download di tale
materiale dalla sua ADSL.
Alla fine, dopo due o tre anni, si è stabilito che qualcuno usava la
wifi aperta della Dottoressa.

Cosa significa questo?
Che tanto è inutile mettere controlli e limitazioni? oppure che va
regolamentata la gestione del WiFi?

Certo una soluzione sarebbe quella di Obbligare ad usare una password
per il WiFi *anche* per i Privati e chi non lo fa è responsabile anche
dei reati commessi da terzi.
Anche se penso che, in un mondo ideale, basterebbe far sapere alle
persone che è opportuno mettere la protezione... ma si sa, in Italia, se
non si viene obbligati da una legge, le cose non si fanno.
(vedi le password nei PC degli uffici che prima dell'introduzione del
DLG 196/2003 in moltissimi PC erano assenti... o messe su post-it)
Daniele Pinna (Ufficio) (16.03.2012, 13:40)
Il 16/03/2012 12.33, Francesco Potortì ha scritto:
> Daniele Orlandi<daniele>:
> Ti anonimizza l'IP. Tutto il resto è sempre lì.


Li dove scusa, non capisco.
Intendi i log di navigazione del PC del "criminale"?
Ma se non sai chi è, come fai a trovarlo e ad esaminare il Portatile?
E se sul portatile usa una Live di Linux (o anche Windows, esiste
BartPE), con la quale NON rimane la minima traccia?

>> Non c'è neanche bisogno di essere un *cliente* del bar.
>> Quando arriva la richiesta della Polpost su chi era collegato il giorno x
>> alle ore y tu rispondi: "Non lo so" e poi voglio vedere cosa succede.

> Quello che succede nel resto del mondo: partono le indagini.


Si partono per lo scaffale "casi irrisolti".
Giovine (16.03.2012, 17:08)
.....e col provider di connessione, invece, come stiamo messi? Mi sa
che non gradiscono la condivisione della connessione....
Francesco Potortì (16.03.2012, 17:18)
"Daniele Pinna (Ufficio)" <daniele>:
>>> Beh, ma una WiFi aperta, anonima con NAT è un anonimizzatore perfetto.

>> Ti anonimizza l'IP. Tutto il resto è sempre lì.

>Li dove scusa, non capisco.


Nella rete e fuori. Le indagini di polizia non sono state inventate
dopo i computer, ci sono tanti modi per arrivare ad una persona.
Pochissime persone sono in grado di non lasciare tracce in rete, e
questi pochissimi non si lasciano certo spaventare dal decreto Pisanu.

>Intendi i log di navigazione del PC del "criminale"?


No, quella è la prova finale.

>E se sul portatile usa una Live di Linux (o anche Windows, esiste
>BartPE), con la quale NON rimane la minima traccia?


È pieno di persone che si guardano un po' di polizieschi in tv e poi
ammazzano l'amante convinti di farla franca perché hanno preso tutte le
precauzioni, ma li beccano quasi sempre.

>>> Non c'è neanche bisogno di essere un *cliente* del bar.
>>> Quando arriva la richiesta della Polpost su chi era collegato il giorno x
>>> alle ore y tu rispondi: "Non lo so" e poi voglio vedere cosa succede.

>> Quello che succede nel resto del mondo: partono le indagini.

>Si partono per lo scaffale "casi irrisolti".


Sì, infatti gli USA e Israele sono noti per lasciare irrisolti tutti i
casi criminali sulla rete, tanto loro sono in ottimi rapporti con il
resto del mondo e questo tipo di indagini le trascurano...
Giulia (16.03.2012, 17:54)
> b) indagano sul proprietario/gestore del bar che verrà indagato delle peggior cose per non essendo minimamente collegato.

Possibile ma non sarebbe un buon PM o un buon Poliziotto , il movente e la persona che hai davanti
debbono essere sempre ben tenuti in considerazione no ?

Giulia

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