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Drizzt do'Urden (27.05.2020, 16:27)


Hera distribuisce gratis questo prodotto, è un tipo di silicone che fa
un velo sull'acqua e impedisce alle larve di ossigenarsi, dicono che è
ecologico e non danneggia nulla però ci sono le istruzioni di emergenza,
e già qui significa che tanto bene non farà ma lasciamo perdere questo,
mi chiedo se quel tipo di silicone danneggi il terreno dove sicuramente
finirà o fiumi e mari.
Cosa ne pensate?
not1xor1 (28.05.2020, 06:48)
Il 27/05/20 16:27, Drizzt do'Urden ha scritto:
>
> Hera distribuisce gratis questo prodotto, è un tipo di silicone che fa
> un velo sull'acqua e impedisce alle larve di ossigenarsi, dicono che è
> ecologico e non danneggia nulla però ci sono le istruzioni di
> emergenza, e già qui significa che tanto bene non farà ma lasciamo
> perdere questo, mi chiedo se quel tipo di silicone danneggi il terreno
> dove sicuramente finirà o fiumi e mari.
> Cosa ne pensate?


<https://en.wikipedia.org/wiki/Bacillus_thuringiensis_israelensis>
cerca "bacillus thuringiensis israelensis vendita"
Drizzt do'Urden (28.05.2020, 11:51)
Il 28/05/2020 06:48, not1xor1 ha scritto:

> <https://en.wikipedia.org/wiki/Bacillus_thuringiensis_israelensis>
> cerca "bacillus thuringiensis israelensis vendita"


Si infatti fino a due anni fa Hera distribuiva quello ma poi lo ha
sostituito con il silicone, chissà perchè.
Però volevo sapere se secondo voi questo "silicone" è ecologico come
scrivono oppure inquinante.
Soviet_Mario (28.05.2020, 14:50)
On 28/05/20 11:51, Drizzt do'Urden wrote:
> Il 28/05/2020 06:48, not1xor1 ha scritto:
> Si infatti fino a due anni fa Hera distribuiva quello ma poi
> lo ha sostituito con il silicone, chissà perchè.
> Però volevo sapere se secondo voi questo "silicone" è
> ecologico come scrivono oppure inquinante.


capisco la necessità di semplificare, ma qui con l'uso
inopinato di aggettivi ci marciano tutte le tifoserie pros/cons

ecologico. Cosa significa esattamente ? E' uno xenobiotico,
in natura non sono mai esistiti siliconi tout court. Quanto
lenta è la sua degradazione ? Non lo so, non ne ho la più
pallida idea perché non l'ho mai visto citato tra le
sostanze BIO-degradabili.

Imho non c'è un fungo né batterio che possa avere un corredo
enzimatico adatto al legame Si-Metile ... tra l'altro lo
scheletro lascerebbe una "silice" filamentosa di dubbia
innocuità.
L'unica forma plausibile di degradazione sarebbe quella UV
(che immagino cmq lenta perché negli UVa e forse UVb
dovrebbe avere assorbimenti molto scarsi, cioè essere
relativamente trasparente, e gli UVc sono scarsissimi in
superficie). Ora gli UV sono una provvidenziale "scopa" per
la chimica atmosferica, il problema è che qui avremmo un
liquido involatile e che per giunta passerebbe col tempo
dall'acqua al suolo andando a infognarsi in un contesto
quantomai sfavorevole a qualunque fotodegradazione.
Quindi questa roba si diluirà ma finirà per restare a spasso
per secoli o forse di più.
Grossomodo quanto accade col Teflon e coi PFAs (questi
ultimi quantomeno non sono polimeri e forse molto lentamente
riescono a evaporare, anche se li vedo molto inerti anche vs
la fotodegradazione).
Non sono le uniche sostanze eterne che spargiamo : anche
nanotubi, grafeni e derivati lasciano prevedere una
possibilità scarsissima di biodegradazione e di fotodegradazione

Tossicità ? In senso chimico nessuna
Quindi bisogna mettersi d'accordo cosa intendiamo per
"inquinante". Contaminante di sicuro. Non so se e quanta
possibilità abbia un olio siliconico di andare soggetto a
bioaccumulo e biomagnificazione.
Il polidimetilsilossano è idrofobo ma non ha nemmeno
un'enorme affinità ai lipidi. E fintanto che sono integri i
siliconi sono anche notevolmente biocompatibili nel senso
che non irritano i nervi del sistema immunitario.

E' quindi solo un "sospetto" di qualcosa. Però onestamente
mi inquieta seminare roba eterna. Cosa che per inciso cmq si
fa già da tempo perché i siliconi hanno aumentato quote
anche nella lubrificazione, che ha una "scala" di
applicazione enormemente superiore (per ora) all'uso filmogeno.

Osservazione a latere : il meccanismo di azione è ancora più
ansiogeno. Genera anossia impedendo la penetrazione
dell'ossigeno.
E ... e tutte le altre forme di vita ? Ci sono solo zanzare
negli stagni ? Mah, posso capire in una fossa Imhoff o in un
serbatoio pluviale (col suo bravo deoleatore si spera), ma
non la andrei a spargere per stagni e laghetti se rende
l'acqua anossica.
Stando a quello che dicono loro eh, io non lo so se poi il
meccanismo è così generico oppure questo olio "bagna" le
fottute pupe e le rende incapaci di respirare.

Spero che le zanzare vengano prima o poi sconfitte con
tecniche avanzate di ingegneria genetica, ma non ci sarò a
testimoniarlo, presumo :)
not1xor1 (28.05.2020, 17:29)
Il 28/05/20 14:50, Soviet_Mario ha scritto:

> Spero che le zanzare vengano prima o poi sconfitte con tecniche
> avanzate di ingegneria genetica, ma non ci sarò a testimoniarlo,
> presumo :)


ottimo intervento

per le zanzare hanno già fatto esperimenti localizzati con il gene
drive che porta uno sbilanciamento nel rapporto tra sessi con la quasi
totalità di maschi nella prole e di conseguenza una drastica e rapida
riduzione delle zanzare

in un caso ricordo vagamente che ci sono stati problemi causati da
ibridazione con un'altra specie di zanzara

l'ostacolo principale sembra sia essenzialmente l'opinione pubblica e
in qualche caso il timore di impatto ambientale sulla catena trofica

personalmente penso che almeno su specie alloctone (in Europa le varie
specie di aedes) si potrebbe agire senza alcun timore
Gianluca (28.05.2020, 19:08)
Il 28/05/20 14:50, Soviet_Mario ha scritto:
> Spero che le zanzare vengano prima o poi sconfitte con tecniche avanzate
> di ingegneria genetica, ma non ci sarò a testimoniarlo, presumo :)


L'utilizzo di un normale olio alimentare (semi, oliva) in pozze o
recipienti, può risolvere il problema relativo alla biodegradabilità?

Rimarrebbe il problema della anossia..?

Gianluca
Soviet_Mario (28.05.2020, 20:12)
On 28/05/20 19:08, Gianluca wrote:
> Il 28/05/20 14:50, Soviet_Mario ha scritto:
> L'utilizzo di un normale olio alimentare (semi, oliva) in
> pozze o recipienti, può risolvere il problema relativo alla
> biodegradabilità?


imho è troppo viscoso per coprire chissà quali superfici in
strato molto sottile (a meno di non usare sorta di
tensioattivi che facilitino lo spargimento, stile gasolio)

> Rimarrebbe il problema della anossia..?


si e sarebbe persino peggiore, in quanto aggravato dal fatto
di avere un "BOD" elevato.
All'interfaccia acqua-olio qualche batterio che lo magnia lo
trova, e consuma tutto l'ossigeno disciolto.

In effetti la ragione per cui oli banalmente alimentari
(cosa c'è di più "bio" ed ecologico di un olio alimentare,
si potrebbe pensare) devono cmq venire conferiti al
consorzio obbligatorio e trattati da rifiuti quasi speciali
(e parimenti nelle fogne ed altri scarichi inclusi i
depuratori ci sono sempre periodici deoliatori a sfioro) è
proprio questa duplice caratteristica micidiale :
galleggiano e tendono a rendere asfittica l'acqua da un
lato, e di loro proprio essendo biodegradabili con grosso
consumo di ossigeno, fanno si che i microorganismi ghiotti
di grassi consumino tutta la scorta disciolta persino in
assenza di film continuo. Quindi anche un olio "nascosto" in
microgocce disperse da un sapiente e perverso uso di
tensioattivi, rende cmq poco ossigenata l'acqua allo stesso
modo in cui una candela consuma l'ossigeno se accesa sotto
un bicchiere.
Diversamente dagli inquinanti zuccherini, che possono essere
anche fermentati in modi anaerobici, oli e grassi i batteri
e lieviti li magniano soltanto in maniera aerobica, ed
essendo praticamente idrocarburi richiedono un consumo di
ossigeno enorme.

Cmq anche buttando una robusta quantità di zucchero in acqua
si raggiunge lo stesso danno anossico : i batteri
proliferano e prima di cominciare a fermentare usano tutto
l'ossigeno disciolto (che da una resa energetica decine di
volte superiore alla fermentazione) => di li a poco crepano
pesci, crostacei, molluschi e tutto quanto.

P.S. infatti è teoricamente illegale sciacquare molte botti
di vinificazione e scaricare in un torrente di piccola
portata in modo diretto, perché il carico di nutrienti
eccede largamente la massima quantità di ossigeno che riesce
a sciogliersi nell'acqua.
Poi c'è acqua e acqua : un rigagnolo stagnante è un conto,
un torrente tutto rapide e cascate è un altro, ossigena meglio.
Soviet_Mario (28.05.2020, 20:14)
On 28/05/20 19:08, Gianluca wrote:
> Il 28/05/20 14:50, Soviet_Mario ha scritto:
> L'utilizzo di un normale olio alimentare (semi, oliva) in
> pozze o recipienti, può risolvere il problema relativo alla
> biodegradabilità?
> Rimarrebbe il problema della anossia..?
> Gianluca


ah, PS. se i recipienti sono poca roba, è sufficiente
qualche pezzo di rame ossidato (e magari una prima botta
forte con una punta di coltello di solfato di rame) : le
larve di zanzara lo soffrono tantissimo (pure le alghe !)
Drizzt do'Urden (28.05.2020, 20:35)
Il 28/05/2020 20:14, Soviet_Mario ha scritto:

> ah, PS. se i recipienti sono poca roba, è sufficiente qualche pezzo di
> rame ossidato (e magari una prima botta forte con una punta di coltello
> di solfato di rame) : le larve di zanzara lo soffrono tantissimo (pure
> le alghe !)


Infatti, sono 15 anni che ho messo della treccia di rame (quella grossa
per collegamenti fra i quadri industriali) nei pozzetti degli scarichi
piovani e nei sottovasi e le tengo controllate, a differenza dei miei
vicini ho pochissime zanzare, fuori ci posso stare tranquillamente
mentre loro no :-)
Fra l'altro, tanti anni fa Hera obbligava chi aveva gli orti e
contenitori con acqua a mettere del rame contro le zanzare poi non se ne
è più parlato complice qualcuno che diceva che non conta nulla.

Tornando al silicone, diciamo che è meglio non usarlo giusto?
Soviet_Mario (28.05.2020, 20:52)
On 28/05/20 20:35, Drizzt do'Urden wrote:
[..]
> poi non se ne è più parlato complice qualcuno che diceva che
> non conta nulla.
> Tornando al silicone, diciamo che è meglio non usarlo giusto?


boh ... io non lo userei. L'unico mio dubbio è quello di
cercar di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. Mi
riferisco al fatto se questo contributo sia quali- o
quanti-tativamente significativo rispetto alla involontaria
dispersione di lubrificanti siliconici. Non ho idea. Se
questa seconda fosse già ora dominante, il danno (se tale)
sarebbe poco significativo. Senza sapere niente,
prudenzialmente eviterei, puntando sempre al rame. Magari
pezzetti sparsi disseminati
billo.montanari (02.06.2020, 21:19)
Il giorno mercoledì 27 maggio 2020 16:27:37 UTC+2, Drizzt do'Urden ha scritto:
[..]
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