faretesto > diritto.* > diritto.internet

Arne Saknussemm (25.05.2017, 12:35)
On Wed, 24 May 2017 09:39:09 +0200
"Nedo" wrote in it.diritto.internet <og3dam$1jno$1>:

> 2) Soluzioine meno costosa e piu' furbetta: abbonamento a una vpn
> anonimizzante offshore (ce ne sono tanti); a quel punto collego un
> router con la funzionalità di PPTP end point (cioè client vpn) e poi
> faccio nat *dopo* per servire piu' clienti. La VPN mi dà un ip
> panamense, io ci faccio nat e lo do ai clienti.
> A quel punto se qualcuno commette un reato, il reato è commesso con
> un ip di Panama di un provider che non tiene i log. Saranno capperi
> del provider panamense, ammesso che la rogatoria riesca ad arrivarci.
> I clienti navigano meno velocemente ma chi se ne frega; a quel punto
> posso anche lasciare il wifi tutto aperto senza alcuna password.


già, poi se poco poco uno dei clienti fa del terrorismo informatico o
furto dati nei confronti di qualche grossa entità incazzurrita, rischi
che rintraccino la tua connessione ed a quel punto hai voglia spiegare
che usi un IP panamense perchè ... ti fanno un cuBo a cavolfiore
Giulia (25.05.2017, 12:43)
Joe wrote:
[..]
ObiWan (25.05.2017, 15:08)
:: On Wed, 24 May 2017 08:52:18 +0000 (UTC)
:: (it.diritto.internet)
:: <og3hk2$lns$1>
:: Joe <J> wrote:

> ObiWan <obiwan> wrote:
> Sì la password è unica per tutti e viene data così "alla buona".
> Sicuramente se sein nei dintorni del locale la rete prende anche
> fuori e ti puoi collegare tranquillamente...


Ecco, questo è un rischio che si potrebbe evitare
> Dimmi di più, cioè hai un esempio che possa leggermi
> tanto per capire come si potrebbe in concreto mettere
> in campo una soluzione del genere?


giusto qualche esempio













L'ideale, ovviamente, sarebbe un sistema basato su SMS; in breve, il
cliente fornisce il proprio numero (ok, liberatoria per i dati, etc...)
ed il sistema automatico invia a quel numero una password univoca (e
con scadenza) per la connessione al WiFi
ObiWan (25.05.2017, 15:11)
:: On Thu, 25 May 2017 12:43:20 +0200
:: (it.diritto.internet)
:: <og6cga$sgq$1>
:: Giulia <far5893> wrote:

> Cartello sopra la cassa o non facilmente visibile dall' esterno.


con la scritta

"Non sparate sul pianista"

:) ?
ObiWan (25.05.2017, 15:12)
:: On Thu, 25 May 2017 15:08:31 +0200
:: (it.diritto.internet)
:: <20170525150831.0000211f>
:: ObiWan <obiwan> wrote:

> giusto qualche esempio


ci metto anche questo anche se vecchio

Eurofilattico (27.05.2017, 08:14)
L'accesso alla LAN del bar può avvenire perché il barista ha detto la
password al cliente (all'orecchio; spero non abbia messo un cartello con
le credenziali d'accesso), oppure perché un hacker si è introdotto nella
rete.

Ora: nel caso qualcuno faccia illeciti, come si fa a dimostrare che la
password gliel'ha data il padrone del bar? Anche se il protagonista lo
dicesse, quanto conta? Dovrebbe produrre dei testimoni,
Ma cosa gliene importa rispetto all'illecito commesso, di tirar dentro
anche un'altra persona!? e poi nel momento che si individua il
responsabile è lui che risponde, no?

Alla fine, secondo me, non si può dimostrare che la password gliel'ha
data il barista.

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